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Il 23 maggio 2025 il polo I-Nest e Unioncamere, in rappresentanza del partenariato italiano del progetto EULEP, hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding (MoU), finalizzato a realizzare di una serie di attività congiunte sul tema della formazione professionale continua (C-VET), per l’upskilling e il reskilling del personale aziendale sui settori ad alto contenuto di innovazione.
EULEP e l’European Digital Innovation Hub I-NEST condividono, infatti, una visione comune orientata alla trasformazione digitale delle PMI europee attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo delle competenze.
La forte convergenza strategica tra le due iniziative nasce dall’idea che la competitività europea dipenda dalla capacità di:
- diffondere tecnologie digitali avanzate;
- creare competenze permanenti (lifelong learning);
- supportare PMI e organizzazioni nella transizione digitale;
- costruire ecosistemi territoriali europei tra imprese, formazione, ricerca e innovazione.
Entrambe seguono il modello europeo del “knowledge triangle”:
- imprese;
- formazione/accademia;
- innovazione tecnologica,
dove gli EDIH come I-NEST sono visti come infrastrutture territoriali di trasferimento tecnologico e nodi operativi dell’ecosistema formativo e innovativo europeo.
Dalla firma del MoU ad oggi sono state svolte in sinergia le seguenti attività:
1) Skills competition: nella seconda metà del 2025 sono state organizzate vere e proprie “competizioni di competenze” tra i lavoratori che hanno partecipato alla formazione pilota EULEP. L’iniziativa ha avuto lo scopo di potenziare l'attrattiva e l'eccellenza della formazione professionale, rafforzando lo sviluppo professionale dei discenti e aiutandoli a compiere un passo avanti nella loro carriera. In Italia, IFOA si è occupata di identificare la sfida, selezionare i partecipanti e organizzare le competizioni. I contendenti si sono sfidati sull’ideazione di uno strumento di AI per la promozione commerciale dei prodotti/marketing e l’attrazione di giovani talenti di una PMI innovativa operante nel settore manufatturiero. Ilenia Tinnirello, responsabile scientifica dell’EDIH I-NEST, ha fornito il suo prezioso contributo di esperta e docente universitaria partecipando come giurata alla valutazione dei 6 progetti presentati.
2) Evento moltiplicatore finale, tenutosi a Unioncamere il 2 dicembre 2025. Il partenariato italiano (Unioncamere, IFOA, INAPP e Università di Genova) ha presentato un primo bilancio del progetto, illustrandone gli obiettivi e disseminando gli output. Al panel di esperti su “Intelligenza Artificiale, Realtà Virtuale, Innovazione Sociale: fabbisogni, utilità, impatto” tenutosi nella seconda parte della mattinata, Ilenia Tinnirello ha presentato le attività del polo i-NEST e i servizi erogati alle imprese, soffermandosi in particolare sulle applicazioni maggiormente richieste dalle PMI e sul modus operandi dell’EDIH, “test before invest”.
3) Conferenza finale, tenutasi a Bruxelles il 4 marzo 2026, al quale hanno partecipato oltre 100 stakeholder provenienti da otto paesi e da diversi ambiti professionali, tra cui enti di formazione professionale, imprese e altri attori chiave come le Università.
Nel corso della giornata è emersa la centralità della formazione professionale continua (C-VET) quale vettore di formazione di eccellenza, in grado di abilitare l’apprendimento permanente sui fabbisogni di competenze delle imprese, sia in ambito tecnologico che negli approcci di innovazione sociale.
Cinque tavole rotonde hanno affrontato diversi aspetti della digitalizzazione delle imprese e il ruolo della C-VET in tale contesto.
Al panel “Digitalisation ecosystems – how can they help SMEs’ digitalisation”, che ha affrontato il ruolo degli ecosistemi di digitalizzazione come gli EDIH, è intervenuta anche Ilenia Tinnirello, che ha parlato, sulla base dell’esperienza maturata con il progetto i-NEST, del ruolo degli ecosistemi digitali nel processo di digitalizzazione delle PMI e della necessità di creare occasioni di confronto per trovare soluzioni a bisogni particolari di tutte le imprese, incluse le piccole e micro, spesso poco inclini ad avvicinarsi al mondo dell’innovazione. L’aggregazione di aziende con bisogni formativi similari, in tal senso, potrebbe costituire una risposta, così come la triangolazione tra EDIH, PMI e sistemi di formazione VET. In questa ottica l’apprendimento diventerebbe non un costo ma un investimento: il lifelong learning della C-VET è fondamentale per promuovere l’eccellenza nel reskilling e nell’upskilling delle risorse umane, ma affinché le aziende decidano di farsene carico è indispensabile il supporto di una realtà pubblica capace di aggregare le competenze di diversi attori istituzionali e avvicinarle alle esigenze delle imprese.
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